
Corso biennale di Counselling, accreditato AICo (Associazione Italiana Counselling).
Il Corso di Counseling della Gestalt è un percorso formativo centrato sulla relazione d’aiuto e sulla crescita della consapevolezza personale e relazionale, ispirato ai principi della psicoterapia della Gestalt sviluppata da Fritz Perls, insieme ai contributi di Laura Perls e Paul Goodman.
L’approccio gestaltico considera la persona non come un insieme di sintomi da correggere, ma come un essere in relazione continua con il proprio ambiente. Il focus non è tanto “spiegare” il passato, quanto aumentare la consapevolezza di come una persona vive il presente: come sente, entra in contatto, evita, desidera, interrompe o sostiene la relazione.
Nel counseling della Gestalt, il lavoro si fonda soprattutto su:
- ascolto fenomenologico;
- presenza autentica;
- consapevolezza corporea ed emotiva;
- attenzione al qui e ora;
- qualità del contatto relazionale;
- responsabilità personale;
- integrazione tra esperienza emotiva, corporea e cognitiva.
La formazione
Molti corsi sono strutturati in formula triennale o biennale e alternano:
- teoria;
- laboratori esperienziali;
- lavoro personale;
- supervisione;
- dinamiche di gruppo;
- tirocinio o pratica guidata.
La dimensione esperienziale è centrale: non si “studia” soltanto il counseling gestaltico, ma lo si attraversa personalmente. Per questo sono frequenti:
- seminari residenziali;
- lavori in gruppo;
- esercitazioni sul contatto;
- pratiche corporee;
- esperienze di ascolto e restituzione fenomenologica.
Il gruppo viene considerato un campo vivo di apprendimento, dove emergono modalità relazionali autentica.
L’orientamento fenomenologico-esistenziale
Molte scuole italiane integrano la Gestalt con una prospettiva fenomenologico-esistenziale. In questo quadro:
- la persona è vista come processo in divenire;
- il disagio non è ridotto a patologia;
- l’esperienza umana viene accolta nella sua complessità;
- temi come libertà, scelta, identità, limite, solitudine e significato diventano centrali.
Il counselor non assume il ruolo di “esperto che aggiusta”, ma di presenza dialogica che accompagna l’altro nell’esplorazione della propria esperienza.
Cosa si apprende
Un percorso di counseling della Gestalt sviluppa competenze come:
- ascolto empatico e non giudicante;
- lettura delle dinamiche relazionali;
- conduzione del colloquio;
- gestione del gruppo;
- consapevolezza delle proprie modalità di contatto;
- utilizzo del corpo e della voce nella relazione;
- capacità di stare nell’incertezza e nell’emergente.
Spesso il cambiamento più significativo riguarda la persona stessa del counselor: aumenta la capacità di presenza, autenticità e contatto umano.
Ambiti applicativi
Il counseling gestaltico viene utilizzato in:
- relazione d’aiuto individuale;
- gruppi esperienziali;
- contesti educativi;
- sostegno alla persona;
- orientamento;
- lavoro aziendale e organizzativo;
- accompagnamento nei passaggi di vita;
- ambiti socio-sanitari e comunitari.
È importante distinguere il counseling dalla psicoterapia: in Italia il counselor non cura psicopatologie né effettua diagnosi cliniche, attività riservate a psicologi psicoterapeuti e medici psicoterapeuti.
Il clima esperienziale
Chi frequenta questi percorsi spesso descrive un’esperienza intensa, trasformativa e molto umana.
La formazione gestaltica tende a privilegiare:
- autenticità rispetto alla performance;
- esperienza rispetto alla sola teoria;
- presenza rispetto alla tecnica;
- relazione rispetto all’interpretazione.
Per questo molti seminari e corsi vengono vissuti come luoghi di attraversamento personale oltre che professionale:
non soltanto apprendimento di strumenti,
ma ricerca di un modo più consapevole di stare nel mondo e nelle relazioni.
Nel Corso di Counseling della Gestalt gli argomenti maggiormente trattati ruotano attorno alla consapevolezza di sé, alla relazione e al processo di contatto umano. La teoria viene quasi sempre intrecciata all’esperienza diretta, per cui ogni tema è vissuto oltre che studiato.
Ecco i nuclei principali.
Il qui e ora
Uno dei fondamenti della Gestalt è l’attenzione al presente vissuto.
Si esplora:
- cosa accade nell’esperienza immediata;
- come emergono emozioni, pensieri e sensazioni corporee;
- cosa succede nella relazione nel momento presente;
- come la persona interrompe o sostiene il contatto.
Domande tipiche:
“Cosa senti adesso?”
“Cosa accade nel tuo corpo mentre parli?”
“Come vivi questo incontro?”
Consapevolezza (awareness)
La consapevolezza è centrale.
Si lavora su:
- percezione corporea;
- emozioni;
- bisogni;
- desideri;
- confini personali;
- modalità relazionali automatiche.
L’obiettivo non è correggere la persona, ma ampliare la sua capacità di riconoscersi.
Teoria del contatto
Tema fondamentale della Gestalt.
Si studia:
- come entriamo in relazione;
- come ci avviciniamo o ci allontaniamo;
- come si costruisce l’incontro autentico.
Vengono approfondite le modalità di interruzione del contatto:
- confluenza;
- introiezione;
- proiezione;
- retroflessione;
- deflessione;
- egotismo.
Non come “difetti”, ma come adattamenti creativi sviluppati nella storia della persona.
Corpo ed esperienza corporea
Nel counseling gestaltico il corpo non è separato dalla mente.
Grande attenzione viene data a:
- respirazione;
- postura;
- voce;
- tensioni;
- movimento;
- espressione emotiva corporea.
Spesso si utilizzano:
- pratiche corporee;
- grounding;
- movimento consapevole;
- esercizi di presenza.
Relazione d’aiuto
Si approfondisce:
- ascolto attivo;
- empatia;
- presenza;
- rispecchiamento;
- autenticità del counselor;
- qualità della relazione terapeutica.
L’idea centrale è che la relazione stessa abbia valore trasformativo.
Fenomenologia
Il counselor impara a:
- osservare senza interpretare subito;
- sospendere il giudizio;
- descrivere l’esperienza così come appare;
- stare nell’incertezza.
La domanda implicita è:
“Che cosa sta emergendo adesso?”
Prospettiva esistenziale
Molti percorsi gestaltici affrontano temi esistenziali come:
- identità;
- libertà;
- responsabilità;
- scelta;
- perdita;
- limite;
- morte;
- solitudine;
- appartenenza;
- ricerca di senso.
Questi temi vengono vissuti dentro l’esperienza concreta della persona.
Dinamiche di gruppo
Il gruppo è considerato uno spazio vivo di apprendimento.
Si osservano:
- ruoli;
- appartenenza;
- leadership;
- conflitti;
- esclusione;
- bisogno di riconoscimento;
- intimità e distanza.
Molti apprendimenti avvengono proprio nel campo relazionale del gruppo.
Polarità
La Gestalt lavora molto sulle polarità interiori:
- forza/vulnerabilità;
- dipendenza/autonomia;
- controllo/spontaneità;
- bisogno/paura;
- razionalità/emotività.
L’obiettivo non è eliminare un polo, ma integrarli in modo più fluido.
Creatività e tecniche gestaltiche
Si sperimentano strumenti come:
- dialogo tra parti interne;
- sedia vuota;
- drammatizzazione;
- immaginazione guidata;
- lavoro simbolico;
- tecniche espressive.
Sempre però come strumenti al servizio dell’esperienza, non come esercizi meccanici.
Etica e identità del counselor
Vengono affrontati:
- confini professionali;
- responsabilità;
- setting;
- deontologia;
- differenza tra counseling e psicoterapia;
- gestione della relazione professionale.
Il lavoro personale del counselor
È uno degli aspetti più importanti.
La formazione invita continuamente il futuro counselor a interrogarsi:
- come entro in relazione?
- cosa evito?
- quali ferite porto?
- quali bisogni influenzano il mio ascolto?
- quanto riesco a essere autenticamente presente?
Per questo molti corsi vengono vissuti come percorsi di trasformazione personale oltre che professionale.
In sintesi, il Counseling della Gestalt non forma soltanto tecniche di aiuto, ma uno stile di presenza:
una capacità di stare nell’incontro umano con maggiore consapevolezza, autenticità e sensibilità relazionale.
Non è soltanto una formazione.
È un lento ritorno alla presenza.
Un cammino in cui si impara ad ascoltare ciò che, dentro di noi, ha smesso da tempo di avere voce:
il corpo che trattiene,
le emozioni sospese,
i desideri dimenticati,
le parole mai dette,
i silenzi che abitano le relazioni.
È un attraversamento.
Si entra con le proprie storie, le proprie difese, le immagini costruite per essere amati o riconosciuti,
e poco alla volta si scopre la possibilità di stare nell’incontro in modo più autentico.
La Gestalt non insegna a diventare “perfetti”.
Invita piuttosto a diventare presenti.
Presenti a ciò che accade nel qui e ora:
a un respiro che cambia,
a uno sguardo che evita,
a una commozione inattesa,
a quella sottile distanza tra ciò che sentiamo e ciò che mostriamo.
È un percorso che chiede coraggio gentile:
il coraggio di vedersi,
di lasciarsi toccare dall’esperienza,
di sostare nelle proprie soglie senza avere subito una risposta.
Nel gruppo si scopre che ogni essere umano porta la stessa nostalgia di contatto:
il desiderio di essere visto senza maschere,
accolto senza dover diventare altro.
E allora la relazione smette di essere solo uno spazio sociale
e diventa luogo vivo di trasformazione.
Il Counseling della Gestalt è l’arte di imparare a stare.
Stare nel corpo.
Stare nell’emozione.
Stare nell’incertezza.
Stare nell’incontro.
Perché a volte la cura non nasce dal cambiare ciò che siamo,
ma dal riuscire finalmente ad abitarlo con presenza, verità e respiro.
Articolazione didattica del corso:
Il corso si articola in: 8 week end annui ( 2 anni), 2 seminari residenziali ( 5 giorni ciascuno); 50 ore di supervisione. Al termine del primo ciclo di 8 incontri, l’allievo discute una tesi su di un argomento di suo interesse.
Al completamento di tutte le ore di formazione, viene rilasciato il Diploma di Counsellor della Gestalt, accreditato AICo.
Le iscrizioni sono subordinate al colloquio conoscitivo da prenotare inviando una email in segreteria, oppure richiedendolo attraverso il modulo di contatto.
